La realtà non cambia
di Francesco Gemelli
Il nome dei Konkhra ha acquisito, nel corso degli anni, un status di rilievo all'interno della scena death europea in virtù di una proposta qualitativamente stabile e di una sincerità mai compromessa dai numerosi cambi di line-up.
Vero punto di svolta della band, fu rappresentato dall'uscita di "Weed Out the Weak" (1997), album che riusciva a sintetizzare l'esperienza acquisita e che vedeva in formazione la presenza di due grandi artisti, come james Murphy (Death, Testament, Obituary) e Chris Kontos, all'epoca appena fuoriscito da dei Machine Head all'apice del loro splendore.
In seguito, il combo danese dovette affrontare alcuni rilevanti problemi di line-up, giungendo nel 1999 alla pubblicazione del loro album forse più sperimentale, "Come Down Cold", che segnò anche la fine della collaborazione con la Die Hard.
In questa fase entra in gioco la nostrana Code666, che riesce a portare nel proprio roster i danesi, che - rinfrancati da una ritrovata stabilità nella formazione - iniziano a lavorare sui pezzi che andranno a comporre il nuovo lavoro.
"Reality Check" esce a quattro anni dal suo predecessore e ci presenta una band nuovamente ispirata e compatta, che riesce a rinvigorire tutti i classici elementi che negli anni sono andati a comporre il loro sound. Le tracce si susseguono rapidamente, senza annoiare, ed sarebbe difficile non essere trascinati da quello stile basato su un death metal d'impatto che, rispettoso dei canoni del genere, riesce a combinare in egual misura riff corrosivi e aspre melodie, e soluzioni di chiara estrazione thrash.
Da segnalare la roboante produzione, realizzata dallo stesso Lundemark ai Startrack Studio: pulita e potente esse riesce ad evidenziare la forza d'urto di alcuni passaggi.
"Reality Check" rappresenta un'uscita di buon livello per la sempre più blasonata Code666, e un importante ritorno questa già storica formazione europea.
4/5
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