View Single Post
Old June 9th, 2003, 01:27 PM   #12 (permalink)
Michele/Xyphias
Senior Member
 
Michele/Xyphias's Avatar
 
Join Date: Oct 2002
Location: Italy
Posts: 716
MetalManiacs

Etichetta: Code 666

Quattro anni ci sono voluti ad Anders Lundemark per far sentire nuovamente il suo vocione, quattro anni per riunire attorno a sé la formazione originale dei Konkhra e realizzare un possente monolite Death Metal come questo “Reality Check”: un’attesa decisamente lunga, ma valeva decisamente la pena aspettare dato che il presente album, il primo licenziato dalla italianissima Code 666, si presenta come uno dei migliori prodotti mai rilasciati dalla band. Forse molti di voi ricorderanno i Konkhra più per i nomi degli ex di lusso (James Murphy, Chris Kontos) che per meriti effettivi, ma sei dischi sempre ben accolti da critica e pubblico in più di dieci anni di rispettata attività la dicono lunga circa il valore del gruppo. “Reality Check” non è altro che il nuovo, violentissimo assalto dei Konkhra, un disco in cui è di nuovo il binomio chitarra/batteria a dettar legge, forte di una produzione al passo coi tempi nonostante la vicinanza a quei suoni grassi e malvagi che eravamo soliti ascoltare dai vinili targati Sunlight Studios. I Konkhra riescono insomma a suonare moderni senza ricorrere a modernismi gratuiti, né a leziose velleità melodiche: l’impatto e la potenza sono le sole chiavi di volta di “Reality Check” ma, estranee ad eccessive esasperazioni, tali caratteristiche vengono distillate attraverso un songwriting assai maturo e che, pur rimanendo entro gli empi confini del Death Metal, si mostra vario ed orecchiabile quanto basta per poter ambire ad un pubblico che va oltre l’angusta nicchia del Brutal. L’aggressione viene efficacemente canalizzata in canzoni dalla struttura definita e mai troppo instabile, canzoni che non disdegnano frequenti incursioni nei territori minati del Thrash o nell’ammaliante natura del Rock’n Roll e che godono di una perizia tecnica che, pur senza peccare in ostentazione, non tradisce le sanguinarie aspettative dell’ascoltatore di turno, ma anzi va ad irrobustire la matrice più che mai distruttiva del sound dei Konkhra. Acquisto consigliatissimo ai vecchi fan della band, ma anche a chi darebbe la madre per ascoltare una versione più veloce e brutale di “Burn My Eyes” o un “The Gathering” ancor più compresso ed incazzato.

Voto: 8

Matteo Buti
__________________
code666:
Michele Giorgi
promotion manager
michele@code666.net
www.code666.net
Michele/Xyphias is offline   Reply With Quote