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INTERVISTA ETERNAL DEFORMITY
Intervista a cura di Mungi
Abbiamo incontrato per una lunga e piacevole intervista i polacchi Eternal Deformity, che con il loro album “Frozen Circus” si sono posti ai primi posti del metal moderno mondiale, presentando una proposta unica ed innovativa. Abbiamo quindi avuto il piacere di raggiungere questi disponibilissimi ragazzi, che ci hanno insegnato che il duro lavoro e il sacrificio portano sempre ai risultati desiderati.
Ciao ragazzi, io sono Andrea di Metalinside, e prima di tutto volevo darvi il benvenuto sulla nostra webzine e in Italia. Come inizio di intervista, cosa ne dite di presentare la band a coloro che non vi conoscono?
"Ciao a te Andrea e a tutti i lettori di Metalinside! Gli Eternal Deformity si sono formati nel 1993. In seguito registrammo il nostro primo demo “Forgotten Distant Time”, distribuito dalla Baron records in Polonia. Nel 1996 abbiamo registrato il seguente “ Promo 96 ”, composto da tre tracce, per promuovere “Forgotten distant time”; grazie a questo promo abbiamo iniziato a promuoverci nel settore underground e su riviste specializzate, ottenendo anche i primi inviti su stazioni radio. Nel 1998 siamo entrati di nuovo in studio (Alcatraz) per registrare il nostro primo album “In the Abyss of Dreams….Furious Memories…”; questo disco è stato pubblicato dalla Demonic Rec. che oggi non esiste più. Il disco ricevette feedback abbastanza positivi su varie riviste del settore, sia in Polonia che all’estero. Cominciammo così a proporre concerti su larga scala supportando gruppi come Behemoth, Lost Soul, Christ Agony, Yattering ed Elysium. In Luglio, nel 2001, abbiamo registrato il nostro album seguente, “The Serpent Design”, e durante la registrazione del disco fummo lasciati dal nostro tastierista Piotr Tomala “Parapet”, sostituito da Lukasz Kiljanek “Kilo”; il disco è stato inoltre pubblicato a nostre spese (ED Records). Da allora cominciammo a guardare verso nuove sonorità e nuove esperienze per poterci evolvere e migliorare, e dopo 5 anni di silenzio abbiamo dato alla luce “Frozen Circus”; il disco è stato registrato agli Zed Studio con Tomas Zalewski che di fatto ci ha prodotto il disco ma ci ha anche aiutato durante tutto il processo di incisione, specialmente per creare in musica ciò che volevamo esprimere. L’album ha suscitato l’interesse di moltissime labels e alla fine abbiamo scelto L’Aural Music e Code 666."
La vostra proposta musicale è assolutamente fantastica, fuori da ogni regola e schema; è come se gli Arcturus lasciassero le loro navi spaziali, venissero giù sulla Terra e decidessero di aprire un circo. In poche parole quindi una proposta unica e originale, che è assolutamente un’ottima cosa, viste le innumerevoli band clone presenti sulla scena al giorno d’oggi. Da dove provengono tutte queste idee e qual è il vostro background musicale?
"Grazie mille per il tuo supporto!! Durante la creazione di “Frozen Circus” abbiamo cercato di fare di tutto affinché l’album potessero essere individuale, in modo tale da poter avere la sua unica atmosfera e collegarsi un po’ a tutti gli stili metal esistenti. Da quanto ho potuto leggere dalle varie recensioni e dai commenti degli ascoltatori, sembra proprio che ce l’abbiamo fatta."
“Frozen Circus” di fatto non è il vostro primo disco; ad essere sincero prima dell’uscita del vostro ultimo lavoro non avevo mai sentito parlare di voi; potreste spiegarci l’evoluzione musicale della band?
"Abbiamo cominciato come una band doom. Inizialmente eravamo molto influenzati dai Paradise Lost. Ma in seguito abbiamo finalmente cominciato a lavorare su un nostro stile personale in modo tale da poter essere ben distinti dalla massa di “clone-band”. Non sono talmente oggettivo però da poter affermare di esserci riusciti. Ma ci stiamo provando duramente, perché vogliamo che gli Eternal Deformity siano una entità a sé stante, e per noi questo è estremamente importante."
Chi è il principale compositore dei vostri pezzi?
"Beh, noi cerchiamo di comporre i nostri brani su un lavoro di squadra, basandoci sulle nostre esperienze; in questo modo ogni membro degli Eternal Deformity ha la propria influenza sul risultato finale del pezzo. Proviamo così ogni tipo di suono, di arrangiamento, ogni motivo, finchè non siamo soddisfatti del risultato e approviamo il pezzo per l’album."
Per l’uscita del vostro disco avete firmato con una label italiana, L’Aural Music; io penso che questa sia la nostra migliore etichetta a livello nazionale, in quanto sono in costante ricerca di gruppi di talento e con personalità; quanto pensate sia importante lavorare con una label che ha le vostre stesse ambizioni e le stesse idee musicali?
"Io penso sia importantissimo questo, in quanto dà una grande libertà artistica ed espressiva a tutta la band; la musica che componiamo e proponiamo è la nostra passione, e di conseguenza vogliamo che ciò arrivi all’ascoltatore senza alcuna imposizione da parte di qualcun altro. E’ inoltre bellissimo sapere che questa label ha nel proprio rooster band di talento ed originali che cercano di proporre qualcosa di nuovo e fresco nella scena musicale. Penso quindi che sia stata una cosa estremamente positiva l’avere firmato con la Aural Music."
Ok, torniamo a parlare di “Frozen Circus”; qual è il vostro pezzo preferito all’interno dell’album? Personalmente, anche se è estremamente difficile scegliere in quanto ritengo che il disco sia quasi perfetto, opto per “Lovelorn”, una traccia fantastica, che mescola alla perfezione piano, musica classica e metal;
"Personalmente preferisco non scegliere alcun pezzo del disco per non indirizzare gli ascoltatori verso alcuni pezzi piuttosto che altri; penso comunque che ogni ascoltatore troverà il proprio pezzo preferito."
Possiamo trovare all’interno del disco anche una cover di “Little 15” dei Depeche mode; perché avete scelto questo pezzo non propriamente “metal”?
"A noi piacciono moltissimo i Depeche Mode, e immagino già che molti fan metallari ortodossi non approveranno questa nostra scelta. Personalmente preferisco non rimanere cieco e aprire me stesso verso la buona musica, in quanto penso che sia uno svantaggio chiudersi su un solo genere musicale e non ascoltare nient’altro di diverso, in quanto nella buona musica c’è sempre qualcosa di interessante da trovare.
La scelta di “Little 15” è stata molto spontanea, in quanto il nostro tastierista ha cominciato a suonarla, siamo andati tutti dietro di lui musicalmente, il pezzo è venuto bene e l’abbiamo inserito nell’album."
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Frozen Circus” è un concept album? Di cosa trattano i vostri testi?
"Prima di tutto, “Frozen Circus” non è un concept album; i nostri testi parlano principalmente dell’interferenza della chiesa nelle nostre vite, mentre altri muovono critiche verso il governo polacco, che si sta rivelando tutt’altro che secolare; a parte questo i testi descrivono situazioni che non accadranno mai nella nostra vita ordinaria."
All’interno di “Frozen Circus” possiamo trovare un icredibile mix di diversi generi e influenze musicali, come ad esempio gothic metal, black metal, progressive, oppure come lo splendido duetto con la voce femminile in “Unholy Divine”, oppure le musiche circensi che compaiono in alcuni tratti del disco. Quali saranno le aree e gli aspetti su cui evolveranno e miglioreranno in futuro gli Eternal Deformity?
"E’ davvero difficile poter prevedere la risposta a questa domanda; non so nemmeno se in futuro la nostra immagine e la nostra proposta sarà ancora collegata al circo, ma in ogni caso lo sostituiremo con una altrettanto valida icona- J."
C’è un motivo particolare dietro alla scelta dei riferimenti circensi? Avete letto “IT” di Stephen King e siete rimasti shockati per caso?
"Guarda, in realtà è perché gli Eternal Deformity sono un grosso casino come un circo (risate-nda); ma, volendo essere seri, non ho mai letto il libro da te citato, e non saprei se gli altri componenti del gruppo lo abbiano letto o meno. L’idea della figura del circo è venuta fuori spontaneamente e naturalmente durante la creazione del nuovo disco, senza alcun riferimento specifico; il tema del circo si adattava perfettamente ai pezzi, e così si è creato naturalmente."
Voi venite dalla Polonia, una terra che negli ultimi anni ha visto la vera e propria esplosione a livello internazionale di gruppi come Behemoth, e Hate. Com’è la scena underground polacca? Suonano tutti death metal dalle vostre parti?
"In Polonia abbiamo una forte scena metal, e attualmente secondo me siamo una delle scene più forti a livello mondiale, specialmente nel death metal, dove i nostri gruppi stanno facendo del gran casino in tutto il mondo. Ognuno oramai conosce gruppi come i Vader, Behemoth, Decapitated, Hate, Crionics e Dead Infection, oppure come i Vesania e molti altri. In Polonia c’è una grande enfasi attorno al death metal, e purtroppo gli altri generi vengono messi un po’ in disparte; per questo gruppi particolari come il nostro in Polonia faticano a trovare label che li promuovano e sono costretti a muoversi all’estero, a differenza delle band death metal che hanno sempre un supporto da parte delle etichette."
Avete in programma date live per promuovere “Frozen Circus”? In tal caso, verrete in Italia?
"Sì, abbiamo in mente un tour per promuovere il disco. Non appena la label ci comunicherà il momento opportuno saremo felicissimi di proporci al pubblico italiano, e sarebbe un vero e proprio piacere venire a suonare per voi."
Ok ragazzi, scusatemi per le molte domande, ma sono stato letteralmente rapito dal vostro album, e perciò ho voluto realizzare nel miglior modo possibile questa intervista. Siamo quindi in chiusura, e vi do l’opportunità di chiudere l’intervista e convincere i lettori italiani a comprare il vostro nuovo disco.
"Nessun problema per le domande, sei sempre il benvenuto; ci fa inoltre molto piacere sapere che hai apprezzato molto il nostro disco. Abbiamo impiegato molto lavoro e molta pazienza nella realizzazione dell’album, e speriamo che tutti i Metalheads italiani ne possano usufruire al meglio. Saluti a tutti!!!!"