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#51 (permalink) |
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underdog
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http://www.musicboom.it/mostra_recen...20080615011521
Il precedente disco era intitolato Pleasure And Pain ed è stato per i nostrani Theatres Des Vampires un banco di prova per assestarsi sulle nuove coordinate vocali di Sonya Scarlet, che per chi ancora non lo sapesse ora copre il ruolo di frontwoman totale, dopo l'abbandono di Lord Vampy. Ora con questo Anima Noir si gettano le basi definitive per una futura evoluzione stilistica. Ormai la voce di Sonya è completamente integrata, e la musica si è spostata su un Gothic Rock/Metal più diretto, e meno ricercato, come avveniva nei primi dischi dove gli arrangiamenti spesso offuscavano un po' il tutto. Adesso invece grazie a brani come Kain, Unspoken Words e Blood Addiction suona tutto più "facile" ed immediato, e quando dico facile non voglio assolutamente dire che i Theatres Des Vampires si siano adagiati su becere soluzioni commerciali, dico soltanto che finalmente il loro impatto sonoro è fruibile al 100%. Più passa il tempo e più la voce di Sonya si fa aggressiva nell'approccio molto Rock alla musica. Ma la novità non è soltanto questa, perchè più aumentano gli ascolti e più ci si rende conto di come anche a livello strettamente musicale la band stia cercando nuove strade, come quella dell'Elettronica che inizia a farsi sempre più presente, e Two Seconds la dice lunga. Generalmente Anima Noir si manifesta come un album maturo, scritto bene e registrato meglio, la testimonianza di una band che è cresciuta lentamente ma costantemente, e fuori dai nostri confini in molti se ne sono accorti.
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#52 (permalink) |
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underdog
Join Date: May 2002
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http://www.metalrage.com/reviews/2219
65% Anima Noir is already the eleventh album of these “vampires”. A band that has made its mark in the Italian gothic scene. If you can survive for eleven albums in a crowded scene, some might say that Theatres Des Vampires (TDS) has a loyal following. TDS plays Gothic Metal (they proclaim that they play Vampire Metal….yeah right) larded with some electronic beats. You can compare it a bit with Theatre of Tragedy in times of their third album, though qualitatively way less. Sonya has an okay voice. Nothing spectacular, but also not glass breaking. And that’s too bad….The vocals are such an important element for this kind of metal to be successful. If I compare this with other gothic metal releases like for example the last album of Within Temptation or the debut album of Kingfisher Sky, I must say that TDS pales in comparison. They aren’t a bad band, but Sonya’s voice just doesn’t cut it. It’s decent, but that’s not enough nowadays. It shouldn’t be a real problem if the other musicians would be really good, but they also linger in the mud called decency. Nothing fancy, but they just do their task with no strings attached. They just play at the service of the songs and those are built around Sonya’s voice and the occasional beats (though so it seems). And well, those elements aren’t to write home about. All in all this makes Anima Noir a mediocre disc. If you could compare this effort of TDS with a colour it would be grey. Nice to wear to work, but not to stand out in a crowd. This is the same with Anima Noir; nice to have if you want to own every disc in this scene, but not a high flier whatsoever.
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#53 (permalink) |
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underdog
Join Date: May 2002
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http://www.heavy-metal.it/recensioni...pl.php?id=2418
Sembra inesorabilmente placarsi l'influenza del carismatico (e ormai ex singer) Lord Vampyr sui romani Theatres Des Vampires e il nuovo 'Anima Noir' è qui per ribadirlo fermamente. Il CD, infatti, apporta una svolta elettronica davvero pesante all'intera discografia della band incentrandosi tra l'altro su coordinate musicali prettamente gothic metal e non più black come in passato. La voce di Sonya trova così la sua dimensione ideale e anche le soluzioni adottate dal resto della compagine sembrano puntare a un mercato senz'altro molto più consistente e easy listening senza per questo rinunciare al classico immaginario horror vampiresco che ha sempre contraddistinto la band. Dal punto di vista musicale 'Anima Noir' è dunque un CD di estrema rottura con il passato, consapevolmente ideato per dare una svolta decisiva alla propria carriera: i fan che già avevano mal digerito la dipartita di Lord Vampyr probabilmente oggi non hanno più motivo di seguire la compagine, anche perchè i Theatres Des Vampires sono intenzionati a non rimpiangere nulla di quanto fatto in passato. Sembrano quasi un gruppo nuovo e il disco li premia in parte, in attesa di una (nuova) maturazione che ne consolidi dal profondo i cambiamenti prinicpali. Il loro gothic moderno ha delle buone carte da giocarsi e in futuro la compagine potrebbe trarre enorme giovamento da questa nuova pelle artistica. A patto che una buona dose di personalità sia comunque recuperata... Maurizio "Trevor" Gabelli
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#54 (permalink) |
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Join Date: May 2002
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kronik
Ormai definitivamente mutati, dopo l’uscita di scena di Lord Vampyr. Non si può far altro che prenderne atto. I Theatres Des Vampires sono adesso un gruppo gothic metal a tutti gli effetti, essendo rimasta Sonia Scarlet dietro il microfono, unica paladina di una formazione sempre più lontana dai propri esordi black metal (se di black si è mai potuto parlare) e proiettata verso un gothic a tinte elettroniche di più semplice assimilazione. “Anima Noir” (omaggio o dileggio agli Aura Noir?) presenta in effetti una marcatissima componente elettronica, che finisce per sgomitare su chitarre e sezione ritmica rendendoli entrambi dei meri riempitivi. Pochissimi inserti di growl o scream, tutto incentrato sulla piacevole voce di Sonia e sui mid tempos delle varie “Blood Addiction”, “Dust” e “Kain”. A dirla tutta, benché indubbiamente si tratti di un lavoro non ortodosso, da “Anima Noir” ci saremmo aspettati qualcosina di più. Belli gli arrangiamenti, coraggiosa la continua evoluzione del sound, ma per il resto si notano una preoccupante monotonia ed una strisciante, fiacca carenza di ispirazione. Sarebbe stupido pretendere un ritorno agli esordi e in realtà nessuno lo chiede, tanto meno il sottoscritto; non è intransigenza né chiusura mentale, ma semplice realismo: il gruppo funziona poco perché poche sono le idee. E questo dispiace.
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#55 (permalink) |
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underdog
Join Date: May 2002
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http://www.negatron.it/index.php?opt...il+tuo+voto%21
7/10 "Anima Noir" rappresenta il nono album di della band Romana, abbandonate definitivamente le sonorità Black Metal degli inizi, ma tale metamorfosi era evidente già nel precedete lavoro "Pleasure And Pain" del 2005. Questo lavoro si accostao a sonorità più propriamente gothic metal, stampo anni 80, per rendersene conto di quanto detto basta, ascoltare il brano di apertura "Kain", le tematiche dedite all’oscuro personaggio di Stoker, sono presenti e rappresentano sempre la vena portare dei testi, "Yes My Master". La traccia "Unspokne Words" rimane sul livello della precedente, aggiungendo intermezzi romantici, a base di tastiera, che fanno riecchegiare nell’orecchie di c hi ascolta qualche sonorita di stampo finnico "Nightwish". A rafforzare la teoria della sterzata gothic metla anni 80, la terza traccia ci dà la conferma "Rain" dei "The Cult", tratta dall’album "Love", pietra miliare del genere gothic metal che si dimostra una buona prova, l’impressa non è delle piu semplici ,dato che vocalmente ci si confronta con un certo Ian Astbury, che non è ultimo degli arrivati. Si prosegue con "Dust" brano orecchiabile e di discreta intensita, "From The Deep" un ballad che ricorda molto da vicino quelle dei sopracitati finnici. "Blood Adiction" si discosta dalla precedenti track, l anima elettronica la fa da padrona rispetto alle precedenti, con l’introduzione della voce maschile, un piccolo ritorno al passato. "Where You Are" e "Two Seconds" non aggiungo molto a quanto detto precedente, forse si trascinano stancamente verso la chiusura di questo lavoro, c’è da aggiungere qualche intermezzo EBM come l’intro della prima citata track ad esempio. Chiude la titletrack "Anima Noir" una ballad malinconica ( in stile Lacrimosa) e dolce uno fra i brani piu riusciti di questo lavoro. Un buon ritorno, la svolta verso il gothic metal è avvenuta, nulla di nuovo e/o elettrizzante ma per i nostalgici degli anni 80, questi lavori sono sempre ben graditi.
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#56 (permalink) |
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underdog
Join Date: May 2002
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http://www.debaser.it/recensionidb/I...Anima_Noir.htm
Hanno iniziato come una delle tante band clone dei Cradle Of Filth, e dopo tante vicissitudini i Theatres Des Vampires sono diventati una band nuova, trasformata, con una cifra stilistica ben precisa. "Anima Noir" è il loro 7° album, una raccolta di 10 nenie caratterizzate da un gothic metal/rock pieno di influenze elettroniche, cantate dall'intensa voce di Sonya Scarlet (ex corista del gruppo e cantante ufficiale dopo l'abbandono di Lord Vampyr). Si comincia ottimamente con "Kain", pezzo tra i più accattivanti del cd, un rock elettronico ben in linea con le trame gotiche del gruppo, con Sonya nella sua migliore performance di sempre, nonché nella più varia. "Unspoken Words" è un pezzo aggressivo dai toni più metal contornato però da spunti melodici, che rimandano a "My Lullaby" o a "Bring Me Back", e da bellissime parti di piano. "Rain", cover dei Cult, si rivela la peggiore canzone dell'album, un esperimento davvero poco riuscito. Non poco interessante invece "Dust", canzone gothic rock forse troppo facile, con romantiche tastiere e ritmiche Nightwish-oriented. Bellissima "From The Deep", ballata d'archi nel cui ritornello Sonya sfoggia uno stupendo quanto inatteso cantato lirico. Davvero insuperabile, anche se a volte la voce risente di una produzione non troppo perfetta. "Blood Addiction" è un pezzo piacevole ma non eccezionale che ricorda i Moonspell più leggeri, con una voce maschile aggressiva. Accattivanti si rivelano le due tracce successive: "Butterfly" è un pezzo rock-metal con voce maschile stavolta pulita e con un ritornello molto romantico, mentre "Wherever You Are" si muove su lidi rock-elettronici (quest'ultima fa subito venir voglia di ballare, la definirei "frizzante":-)) Tralasciando la poco innovativa "Two Seconds" arriviamo a quello che ritengo essere il capolavoro del disco, la bellissima "Anima Noir", una stupenda ballata per piano e archi, in cui il gruppo racchiude un'aura stupendamente gotica, tragica. Qui Sonya offre un'interpretazione davvero sofferta, sussurrata per poi esplodere in un angelico canto lirico, in una miriade di accenti e sfumature di pura poesia. Disco quindi consigliato ai fan dei T.d.V.-periodo Scarlet anche se è certamente palese un cambiamento dal gothic metal di "Pleasure And Pain" verso sonorità più elettroniche e dark, pur non venendo a mancare una sana componente rock. Ma il lavoro, salvo un paio di episodi, è più che buono, e certamente va lodata la bravura di questi vampirelli italiani
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#57 (permalink) |
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Senior Member
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Location: France
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From Obsküre:
Jamais Theatres des Vampires, en presque quinze ans de carrière, n’a connu d’émergence. Et ce en tout point. Sa notoriété se cantonne à des cercles fermés, des fans de Goth horrifique faisant fi de son manque de goût et de sa condamnation aux seconds couteaux. Quant à son intérêt, il est tout relatif. Qui sait passer outre une orchestration carton-pâte comme un visuel trop kitsch pour être digeste peut tenter sa chance. Personne d’autre. Le théâtre grotesque dure depuis trop longtemps, et pourtant la promotion qui encadre ce nouvel album laisse imaginer que le groupe a eu envie d’en découdre, de se révéler enfin au grand public. Les parures approximatives de sa musique sont remises aux calendes, et l’auditeur perplexe salue l’incursion de l’électronique. Le groupe délaisse les visuels occultes et victoriens pour s’entourer d’une aura de cyber-vampire, toujours dégoulinante mais témoin d’une volonté de changement. A présent, les compositions Goth Metal (plus aucun rapport avec le Black, donc) des Italiens sont parcourues de quelques boucles, parfois même de beats, les claviers sont plus acides sans renoncer à la préciosité de rigueur des orchestrations, et les riffs de guitare, toujours simples au possibles, sentent la modernité et l’écoute intensive d’un Metal Industriel furieusement tendance, à défaut d’être transcendant. Pourtant Theatres des Vampires n’est toujours pas convaincant. Il a remis en cause, par-dessus tout, l’aspect plastique de sa musique qui jouit désormais d’une précision toute professionnelle et d’une production claire et puissante, mais il n’a pas cherché à donner plus de substance à son écriture. En théorie plus tubesque, la tenue de l’album est en réalité d’une platitude affligeante, et rien ne vient secouer des schémas éculés terriblement ennuyeux. Ni émotion, ni efficacité, il est même impossible de trouver l’excuse classique : « c’est peut-être dénué d’originalité mais c’est souvent jouissif ». Anima Noir est la tentative d’un groupe de s’élever, d’être plus accessible, mais il ne détient pas la moindre perle, pas la moindre étincelle (même si l’oreille se réveille un peu en fin d’album pour le morceau titre, plus nuancé et mieux écrit). On s’ennuie ferme, et ce qui se voulait accrocheur ne décolle à aucun instant, d’autant que l’interprétation de la chanteuse est désespérément scolaire. Les fans inconditionnels de Goth Metal moderne peuvent toujours essayer, il se pourrait qu’ils trouvent en "Unspoken Words" ou "Rain" leur bande-sonore pour un court temps. Mais soyons honnêtes, Anima Noir est raté. Par Rosariüs 45/100 |
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