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Handful Of Hate: first reviews

Discussion in 'code666' started by Michele/Xyphias, Oct 8, 2003.

  1. Michele/Xyphias

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    Handful Of Hate
    Vicecrown
    Code666 / SPV
    2003


    A 4 anni di distanza dall'ultimo full lenght, tornano gli Italianissimi Handful Of Hate sotto un'altra bandiera, quella della Code666, e con un altro album che questa volta non passerà di certo inosservato...

    Devastazione! Devastazione allo stato puro! Questo è il primo commento che mi viene in mente dopo aver ascoltato questi 9 inni al caos più completo, alla distruzione, alla rabbia... La cattiveria sprigionata dai riff, dagli assalti frontali provocati dalle ritmiche martellanti ed incessanti, dallo scream indiavolato di Nicola è qualcosa che va al di là della "semplice" musica. E' qualcosa di concreto, qualcosa che ti entra dentro e ti coinvolge anima e cervello in un lavoro che reputo senz'altro ottimo e uno tra i più cattivi che mi è capitato di sentire in questo 2003, forse eguagliato solo da un altra band nostrana, gli Aivarim.

    Le 9 song qui presenti non ammettono compromessi. Black Metal tiratissimo, amalgamato sapientemente a passaggi e riff più death oriented, che non vi mollerà un attimo per tutta la sua durata...
    A cominciare da "I Hate", la splendida opener e a parer mio uno dei brani migliori dell'intero lotto, passando per altre perle come "Risen Into Abuse", una delle più "Death", "Boldly Erected", song più cadenzata ma non più "dolce", impreziosita da un bellissimo riff iniziale, un altro dei miei preferiti dell'album. E poi "Vexer's Kult", altro capolavoro di Black Metal tiratissimo dal riff spettacolare... E poi tutte le altre! Insomma, dovrei citarle tutte, non ci sono proprio pecche in questo lavoro. La rabbia trasuda da ogni nota, è evidente che il trio Italico abbia accumulato tanta rabbia in questi 4 anni e l'abbia sprigionata tutta in una volta sola in questo dischetto... Diabolico!

    In definitiva mi sento di fare 2 riflessioni che mi stanno piuttosto a cuore. La prima riguarda appunto questa band a parer mio rinata con questo album pronto per essere dato in pasto al pubblico Italiano e che mi auguro abbia il buon senso di non lasciarsi scappare e di ricordarsi che in Italia abbiamo delle bands eccellenti, anche meglio di alcune grandi bands Scandinave... La seconda riguarda la Code666 che per l'ennesima volta non ha fallito il colpo... Ormai non è una novità... Aspetto con impazienza il giorno in cui potrò venire qui a stroncare un album prodotto dall'etichetta Italiana... Ma arriverà quel giorno???

    Ascoltatevi questo disco e poi smentitemi se ne avete il coraggio!
    Devastante.

    Matma
    96
     
  2. Emi

    Emi underdog

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    evvai!
     
  3. Gionata

    Gionata Handful Of Hate

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    Great review!
    I'm very satisfied about it and I hope the next ones will be so nice too... So the time for the truth has come... we just have to wait and read. :cool:
     
  4. Michele/Xyphias

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    http://www.hmportal.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=1993

    Torna a noi una della band più estreme e controverse del panorama Black italiano, giunti ad un accordo discografico con la 'nostra' Code 666, i ragazzi ci offrono un prodotto estremamente professionale e competitivo. Rispetto alle precedenti prove su Northern Darkness si capisce subito come la label abbia messo loro a disposizione i giusti mezzi per potersi esprimere al meglio. Tutto ne risente, a partire dalla produzione finalmente potente e chiara, del tutto necessaria al fine di permettere al letale mix degli Handful of Hate di colpire in pieno. Un Black Metal piuttosto personale, stilisticamente associabile al filone svedese più che a quello Norse; quindi velocità, brutalità, precisione. Inoltre le soluzioni ritmiche spesso esulano dal genere per pescare qua e là da altri lidi estremi, senza per questo sminuire il sound o renderlo meno riconoscibile. Un songwriting ottimo e ricercato con pezzi curati in maniera maniacale, scevri di quegli stacchi acustici sentiti nel debut album. L'esecuzione è chirurgica e fredda, le strutture molto quadrate e precise non lasciano spazio alla melodia se non in secondo piano, erigendo l'aggressività ad unico strumento espressivo. Impatto e violenza sono le parole d'ordine di questo lavoro decisamente superiore alle ultime prove di Marduk e affini, ormai troppo ripetitivi; mentre qui si sente una certa freschezza compositiva. Mancherebbe solo un minimo di atmosfera (forse evitata di proposito) a rendere il lavoro ottimale, o quantomeno una migliore distribuzione di parti o interi brani più cadenzati. Decisamente un lavoro per gli amanti del black ultra veloce senza fronzoli o compromessi!

    Un ritorno in grande stile

    26-10-2003
    Stefania -Ildfrost- Renzetti
     
  5. Michele/Xyphias

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    www.musik.terrorverlag.de

    Artist: HANDFUL OF HATE
    Title: Vicecrown
    Homepage: HANDFUL OF HATE
    Label: CODE666
    HANDFUL OF HATE ? Was wäre das für ein wunderbarer Titel für einen Italo Western, und als hätte ich es nicht gewusst: Das diabolische Trio stammt tatsächlich aus Berlusconi-County! Wenngleich man eigentlich gewillt ist, die Band mental in Skandinavien oder noch genauer Schweden einzuordnen. Nicola Bianchi gründete die Formation 1993 und musste bereits ein Jahr später den Tod seines ersten Bassplayers bedauern. Auch mit den Plattenfirmen hatte man nicht immer Glück, so erschienen die ersten 2 Alben bei ?Northern Darkness Records? mit dem Ergebnis, dass sie kaum jemand kennt...

    Das soll nun bei CODE666 besser werden, die sogar eine limitierte Leder-Edition dieser Scheibe herausbringen! Verdient haben es die drei allerdings, den selten haben ich hasserfüllteren oder technisch besseren Black Death aus Italien gehört. Was nun nicht gleich heißen soll, dass wir hier absolute Weltspitze vernehmen dürfen, aber es ist schon ziemlich in Ordnung. Das Fear Studio spendierte eine raue Produktion, welche besonders die leicht rumpelnden Drums in den Vordergrund stellt, dagegen verhallen Nicolas wahnwitzige Black Vocals ein wenig im Hintergrund. Musikalisch geht es in 7 der 9 Tracks schnurstracks nach vorn, DARK FUNERAL meets MARDUK lässt es sich auf einen Nenner bringen. Neben Aggressivität und Geschwindigkeit schimmern nämlich immer wieder melodische Leads durch, welche verhindern, dass wir uns an einem Eisenbahngleis wähnen. ?I Hate?, der Opener, wurde besonders groß aufs Cover gedruckt, damit auch jeder weiß, dass sie es ernst meinen, es ist aber auch der beste der schnellen Songs. Daneben sorgen die Stücke Nr. 4 ?Boldly Executed? sowie 8 ? Catharsis in Punishment? für Abwechslung, hier wird nämlich mal im Midtempo Druck ausgeübt, was wiederum latent an BOLT THROWER erinnert.

    Die Scheibe sorgt für viel Kurzweil und ich hatte erst nach einer Weile bemerkt, dass ich sie bereits wieder von vorne hörte, kaum Verschleiß-Erscheinungen also. Wer auf die genannten Schweden-Band steht, kann hier gnadenlos zuschlagen, denn in diesem Italo Western kann es nur einen Sieger geben und der wird dir nicht die Hand reichen...
    TK
     
  6. Michele/Xyphias

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    http://vsolutions.nexenservices.com...php&id_news=2738&actdroite=kmenunew-first.php

    HANDFUL OF HATE - Vicecrown (Code666) - 29/10/2003 @ 14h22
    Il était une fois un jeune label au nom évocateur (et pourtant tout sauf auto-révélateur) qui fit ses premières armes en mettant le pied à l?étrier de deux futures étoiles montantes de la scène metal avant-gardiste, j?ai nommé Rakoth et Ephel Duath. Code666 était né pour ne plus disparaître du paysage. Au fil des mois et des sorties toutefois, la politique de signatures s?orienta de moins en moins en faveur des petits groupes à démo en quête de premier contrat, et de plus en plus vers des artistes revanchards, à divers degrés et pour diverses raisons. C?est ainsi qu?on vit débarquer des noms déjà connus - mais insuffisamment reconnus - comme Enid, Atrox, Konkhra, Negura Bunget, Manes, Unmoored et tout récemment Canaan (yesss !!!) dans une écurie milanaise joyeusement éclectique et désormais rodée aux joutes impitoyables de l?industrie métallique. Parmi tous ces groupes il manquait encore une véritable arme de destruction massive qui puisse faire concurrence aux pointures les plus sanguinaires de la scène black scandinave. Oubli désormais oublié grâce à Handful of Hate, trio transalpin qui depuis une décennie blasphémait sa mémé dans une quasi-confidentialité à peine chamboulée par deux albums sous Northern Darkness Records (vous connaissiez ? moi non plus?). Bref, toujours est-il que Code666 place de grands espoirs dans cet album, et qu?il est de notre devoir de comprendre pouquoi?
    Le démarrage se fait sur les chapeaux de roue. A peine le temps de se relever de la première volée d?uppercuts que Handful of Hate, seigneurs en leur château, ont déjà imposé leur rythme de croisière : celui d?un black metal musclé et suffisamment gréé niveau technique, qui ne rejette pas l?appel du coude de mélodies dark et incisives. Grosse production, grosse valeur ajoutée instrumentale - la complémentarité naturelle des musiciens est immédiatement palpable - « Vicecrown » promeut un chaos bien ordonné, combat la surcharge (zéro synthé, zéro solo) et entame son opération « séduction » sous les meilleures auspices à l?aide d?un excellent tiercé de titres carnassiers et ardents comme le tison qui scarifie les chairs. Puis on en arrive à la quatrième plage, un quasi-mimétisme du morceau « Dreams of Blood and Iron », la mémorable marche funéraire de l?album « Nightwing » de Marduk. Et comme par un déclic, voilà que le disque se met subitement à briller par sa consanguinité avec l??uvre des Suédois. La musicalité perd du terrain, les arrangements distinctifs se raréfient et au mieux se cumulent à perte aux barrages de barbarie obstinée, au gabarit inflexible pour les nuances. Sans concéder une once de son rendement athlétique, la musique tend à prendre des traits plus grossiers, chose qui n?offusquerait pas en soi si seulement c?était la direction tranchée vers laquelle elle nous avait orientés dès le début. Même le vocaliste vient fréquemment étalonner son débit sur celui auquel Legion accoutume son monde depuis des plombes, alors qu?il ne le faisait jamais au début de l?album. A partir de là Handful of Hate abandonnent en quelque sorte l?utilité de leur musique à un jugement conditionné par l'adhésion ou non à « Panzer Division Marduk » (et à ses dérivés, Marduk-iens ou autres), alors que les Italiens ont manifestement le potentiel pour doubler cette caravane stylistique quelque peu obsolète, pour ne pas dire séquestrée dans ses principes de bourrinage académique. A noter que le pénultième morceau « Catharsis in Punishment » déride la rythmique de façon éphémère en quelque chose de plus sautillant, proche du thrash/death, mais le mal (si j?ose dire) est déjà fait. Dommage? « Vicecrown » n?en reste pas moins un album abouti et sans faux-fuyant, à la réalisation exemplaire, l?une des productions majeures du genre sans problème. Mais pour cette année 2003 je vois plusieurs autres albums à conseiller en première intention aux aficionados du black brutal à gros riffs, parce que plus originaux et au moins tout aussi décapants, en particulier les petites bombes signées Funeris Nocturnum (« Code 666 : Religion Syndrome Deceased ») et Unveiled (« Anti-God Behaviour »).
     
  7. Michele/Xyphias

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    www.chaindlk.org

    Third full-length cd for these Roman black metallers, after "Qliphothic Supremacy" (1997) and "Hierarchy 1999" (1999), crowning (duh) their 10th anniversary as well. What to say? This is very good black metal, ferocious and to the point, but I wouldn't really call it "primitive". No frills for sure, though - the work as a whole is strong, cohesive and hard-hitting, with mostly hyper-fast grinding blasts, crazy vocals and a taste for melodies which don't etch the general atmosphere of sickness and violence. "Boldly erected", with a slower agonizing pace, is a welcome detour, showing that HOH play well also at molasses speed. Code666 quotes Angelcorpse and Marduk as possible references; I was reminded of Aborym's masterpiece "Fire walk with us!" (minus the electronics) in the vocal department and in the very physical impact of the work. "Carnal black metal", indeed. Layout (courtesy of www.neontrinitykill.com) is also pretty good and well thought-out, with dimly lit photos of torture or crime scenes (or so it seems), which add to the sickness. Good stuff.
     
  8. Emi

    Emi underdog

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    8/10 on Italian ROCKHARD Magazine (spoiler!) :))
     
  9. Michele/Xyphias

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    imperiumi
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    Jo kymmenen vuotta kasassa ollut italialaisbändi Handful of Hate ei ole liiemmin parrasvaloissa paistatellut, vaikka varsinaisesta underground-aktista ei olekaan kyse. Code666:n kanssa sopimuksen tehnyt bändi on saanut valmiiksi kolmannen kokopitkän albuminsa ja lopputulos on edelliseen Hierarchy 1999 -levyyn verrattuna selkeä pettymys.

    Vicecrownia voisi kaikin puolin pitää biisiensä puolesta Italian Mardukina. Niin soundit, riffit kuin tempovaihtelutkin tuovat mieleen naapurimaamme sotaisan aktin, mutta valitettavasti vähemmän mairittelevassa mielessä. Vicecrown tarjoaa toki vauhdikasta menoa, pari tyylikästä riffiäkin ja kaikki kohtuullisen hyvillä soundeilla, mutta se jonkin tuntuu jääneen uupumaan. Suurimmaksi osaksi levy on täyttä kaahailua, mutta mukaan mahtuu pari hitaampaakin biisiä, jotka tuovat mieleen juuri Opus Nocturne - Nightwing -aikakauden Mardukin selkeästi. Sävellyspuoli vaan ei yllä HoH:lla läheskään samalle tasolle.

    Kitarasoundi on mukavan terävä ja ilkeän kuuloinen. Etenkin Boldly Erected -veisun hitaammassa ilmaisussa särö kuulostaa erittäin loisteliaalta ja kirpeältä. Muutoin särmikäs soundi tuntuukin jäävän lähinnä taka-alalle itse musiikkiin nähden. Perkussiopuoli hoitaa osansa hyvin. Se ei kuitenkaan nouse loistamaan, vaan tyytyy suorittamaan roolinsa taustalta, mutta kuitenkin selvästi. Laulupuoli koostuu tyypillisistä black metal -rääkynöistä ilman ihmeellisyyksiä. Asia tulee hoidetuksi kuitenkin varsin vähin äänin.

    Osiensa puolesta Vicecrown voisi olla pykälän tai pari kovempi lätty. Lopputulos kuitenkin näyttää läsähtäneeltä pannukakulta, eikä liioin vakuuta. Mardukmaisuudet ovat sinänsä aivan käypää tavaraa, mutta kun panokset eivät riitä, niin lopputulos ei säväytä. Nopeatempoisen ja suoraviivaisen ruotsalaisen black metallin ystäville Vicecrownia voi suositella varauksella, mutta muutoin levyn voi jättää pölyttymään varsin vapaasti.

    Serpent, 21.10.2003
     
  10. Michele/Xyphias

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    Handful Of Hate - ViceCrown
    Code666, 2003 7.5/10

    I always trust Code666 to sign quality bands and I was not disappointed this time either. Handful Of Hate is an Italian band that formed in 1993 and have previously released two full-length albums through the now defunct Italian label Northern Darkness Records. This is sadly my first contact with the band but I assure you that I will follow them from now on. "ViceCrown" is violent and aggressive but at the same time melodic and intricate. If you like Angel Corpse or the newer works from Dark Funeral and Marduk you will surely enjoy this album as well. A powerful and flawless production from Paso at Fear Studio (Ephel Duath, Electrocution) makes the listening experience even more pleasant. This is the way black metal should be played. It is intense and furious and the only thing I have to complain about is that some songs are a little bit too similar to each other. Handful Of Hate are definitely one of the best Italian extreme metal bands at the moment.
     
  11. Michele/Xyphias

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    HANDFUL OF HATE - Vicecrown
    Code666 - 2003
    4,0 / 5
    Italiensk svartmetall er ikke hva vi normalt hører på her i Norge. Men Handful Of Hate er faktisk et band som skiller seg litt ut i mengden. De har en veldig svensk sound, og da mener jeg sånn cirka 50% Marduk og samme mengde Dark Funeral. Kort sagt så er det til tider veldig heftig.
    Dette 3-manns store eller lille bandet har eksistert siden 1993, og etter en del utskiftninger og det tragiske dødsfallet av bandets bassist Ugo P i 94, så fremstår bandet i dag med en stabil og jevn line up. Vicecrown er bandets 3 fullengder og den første på det Italienske selskapet Code666. De to første ble utgitt på Northern Darkness Records i henholdsvis 97 og 99. I tillegg har de sluppet en 7 tommer i 2001.
    Med unntak av et par litt roligere låter, så går det i typisk Marduk tempo stort sett hele tiden. I tillegg har de forholdsvis høye toner på gitarene, og det er derfor jeg trekker inn Dark Funeral i sammenligningen min. Vokalen er vel nærmere Emperor Magus Caligula enn Legion, men uten å låte helt likt.
    Skiva har 9 spor, og av dem har jeg valgt meg ut et par låter som er hakket bedre enn resten. Låtene er Hate og Catharsis In Punishment. Førstelåta er egentlig en helt jevn låt, men allikevel er det noe i den som gjør at den er hakket bedre enn resten. Når det gjelder Catharsis In Punishment, så er den noe annerledes enn resten i enkelte av partiene. Det er de partiene da den ikke ligner på verken Marduk eller Dark Funeral. Men det er som sagt kun i enkelte partier av låta. For når de får opp tempoet, og refrenget nærmer seg, så blir det samme kjøret der også.
    Alt i alt så vil jeg vel si at man har hørt dette i en årrekke fra våre svenske venner, men uansett så er det noe med skiva som gjør at jeg ikke legger den helt bort. Den har en tendens til å dukke opp i spilleren både titt og ofte. Så kanskje det er verdt å sjekke den ut.

    Rune - 27.10.03
     
  12. Gionata

    Gionata Handful Of Hate

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    http://www.metalitalia.com/cds/view.php?cd_pk=1534

    Recensione di Paolo 'cernunnos' Vidmar
    Sono passati ben dieci anni da quando i toscani Handful Of Hate mossero i primi passi. Un decennio è un traguardo onorevole, e in tutto questo tempo il gruppo ha meritato di essere annoverato tra le realtà storiche italiane del black metal. Nel 2003 il trio, dopo cambi di line up e un paio di anni passati in silenzio, ritorna alla grande con il nuovo "Vicecrown". Nella formazione troviamo il duo Gionata Potenti (batteria) - Claudio Alcara (chitarra) già nucleo dei grandi Frostmoon Eclipse, oltre al fondatore del gruppo, il cantante bassista Nicola Bianchi. Gli Handful Of Hate non riescono a raggiungere in qualità i Frostmoon Eclipse, molto più ricchi e atmosferici, ma riescono a confezionare in questa sede il loro miglior album. Sono infatti evidenti i passi da gigante che la band ha fatto rispetto ai primi due album, non trascendentali. "Vicecrown" è un buon album, sul quale però aleggia un'ombra minacciosa. Il cd suona un po' troppo come 'confezionato', un bel pacco già pronto, fatto e spedito. Il gruppo segue troppo il solco dei Dark Funeral inciso su "Diabolis Interium". La sensazione è sì monolitica, ma anche piuttosto scontata perché il treno Handful Of Hate segue un sentiero familiare, come un binario quotidianamente percorso da un pendolare. Ne risente soprattutto la personalità, nonostante la maturazione indiscutibile, ne risente questo album in dinamicità, in sorpresa. Un buon livello è stato raggiunto, ma la strada sembra ancora in salita. La registrazione è buona anche se la produzione è un po' troppo leggera... meglio sarebbe stata una produzione satura, in pieno stile Dark Funeral (tantovale somigliare a loro fino in fondo...). Un album, questo, da buttare via quindi? Niente affatto! Il terzetto ha classe sufficiente per riuscire a non sfigurare, peccato solo che tanta classe non vada coinvogliata in una proposta più personale: tutto qui. Ci sono degli alti e bassi in "Vicecrown", picchi considerevoli se si pensa alla superflua "Risen Into Abuse" in confronto alla bella iniziale "I Hate", con un riffing veramente sopra gli scudi. Con la seconda "Beating Violence" scopriamo la qualità più grande del gruppo toscano: gli stacchi all'interno delle canzoni! Il riff che, solitario, spezza la song non sembra veramente niente di irresistibile, sembra una giocata persa in partenza e, invece, quando riparte la canzone (a mille all'ora viste le ripartenze forsennate del batterista) il riff si tramuta in qualcosa di colossale e trionfale. Stesso discorso per la bellissima e conclusiva "ViceCrowned Order (Dobermann)" che punta tutto sull'immediatezza e la violenza. Anche qui lo stacco a metà canzone fa venire i brividi, il riff è emotivo e la scarica di adrenalina successiva che inizia con la sfuriata finale è puro godimento. Bella anche "Carnal Spite (Held In Leash)", specie nelle parti cadenzate (anche queste somiglianti un po' troppo ai 'maestri' svedesi). Ultima nota va alla superlativa "Boldly Erected", una canzone che eredita e assimila l'atmosfera cupamente trionfalistica di "Materialized In Stone" dei Marduk e soprattutto dall'altra inarrivabile song "An Apprentice Of Satan" di Lord Ahriman e soci. Una realtà italiana da non sottovalutare. Voto: 7.0 /10
     
  13. Michele/Xyphias

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    www.metalloitaliano.it

    Senza che nessuno storca il muso leggendo ciò che segue, posso avere la presunzione di affermare, priva di ogni ombra di dubbio, che questo "Vicecrown" dei toscani Handful of Hate è il più bel disco di black metal estremo che abbia avuto occasione di ascoltare da un bel po' di tempo a questa parte (più o meno due anni senza esagerazione!). Forti di una produzione di un livello a dir poco strabiliante, gli Handful of Hate, probabilmente la più estrema black metal band italiana, hanno confezionato un lavoro da fare invidia ai vari Marduk, Dark Funeral e simili. Già, perché il loro violentissimo e gelato sound, fa pensare proprio alla corrente black svedese fast & furious come sono solita definirla, anziché ad un sound maggiormente cadenzato e a tratti misantropico tipico del norwegian style. Due note sono bastate, non appena ho infilato questo gioiellino nero di cd nello stereo, per capire l'andazzo della situazione: produzione eccezionale ribadisco, sound di batteria devastante ma nello stesso tempo preciso e ghiacciato, triggerato quanto basta per non sembrare "falso", screaming dannato e penetrante, riff di chitarre taglienti e precisi, tutto così meticolosamente studiato come a tavolino che non lascia neanche il tempo di respirare nei suoi, seppur esigui, ma sostanziosi, 35 minuti di durata. La melodia assume un livello poco rilevante per lasciare ampio spazio alla velocità e brutalità, il tutto eseguito con parsimonia e amore per il genere. Niente di noioso quindi, come ci si potrebbe aspettare in queste situazioni, seppure ci troviamo di fronte ad un sound "estremo" nella piena accezione del termine. Maledettamente stupendo tale lavoro regalatoci dalla mia amata Code666, dedicato a tutti gli amanti del black metal senza fronzoli e compromessi, che sicuramente vale la pena di acquistare e conservare in una "nera" discografia che si rispetti.

    Stefania Gervasini
     
  14. DFRIndustries

    DFRIndustries Beauty & Pain Empire

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    Handful of Hate- ViceCrown-CD (Code 666)

    If your a fan of Marduk, Dark Funeral. This is the CD for you. Fast Paced Black/Death metal with a Melodic edge but nothing to make it symphonic at times this as a very Dark Tranquilty feeling as well. Just well done black metal with a knife like Vocal attack. You can't ask for more in a band like this. You will love this or hate this by 1st track. I hate to say it but its true.
     
  15. Michele/Xyphias

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    Una bella legnata sulle gengive! Il nuovo lavoro degli italiani Handful Of Hate è una di quelle cose che ti fa venire voglia di saltare sulla sedia e di cominciare a spaccare tutto quello che ti capita a tiro. Il Black Metal dei nostri è fortemente debitore di quello interpretato dagli immensi MayheM ai tempi del mini "Wolf's Lair Abyss", e cioè è intriso di una maleficenza potente, espressa in una musica con dei connotati ben precisi, sorretta su un riffing velocissimo, evocativo ed a tratti veramente minimale, su una voce in screaming molto alto, che appunto riprende quello del buon Maniac sul mini sopra citato, e su una ritmica semplicemente devastante, velocissima ed aggressiva. I brani si susseguono ma l'impeto dei nostri non sembra accennare ad una pausa, le composizioni rimangono tiratissime, i pochi stacchi più lenti od atmosferici non durano che pochi secondi, per poi lasciare spazio alla ripresa delle ostilità. Devo dire di essere rimasto impressionato dalla quantità di aggressività che cola dai solchi (beh, una volta erano solchi...) di questo dischetto, un prodotto in non perfetta sintonia con il Black Metal più tradizionalista, ma che da quello prende tutte le caratteristiche salienti per poi rivisitarle in un contesto forse per certi versi ancora più aggressivo. All'interno della media del disco, decisamente alta, un plauso particolare va al drumming di Gionata, feroce e sempre velocissimo, vario ed in grado di donare spessore anche a passaggi, rari ma presenti, in cui il riffing non dimostra il meglio di sé. Il cantato, d'altra parte, perfetto per il ruolo che deve interpretare, rischia alla lunga di diventare un tantinello monotono, anche se c'è da sottolineare come l'impressione generale dell'album nella sua interezza sia di una estrema compattezza: non ci troviamo di fronte a nove brani a se stanti, ma a nove parti di un'unica litania, celebrata da devoti adepti in nome di Colui che non ha nome. Non c'è veramente da stupirsi del fatto che quando un grosso nome viene in Italia spesso e volentieri siano gli Handful Of Hate a fargli da supporto...

    Giorgio Fogliata

    7.5
     
  16. Michele/Xyphias

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    Inside the webzine there's also a pic gallery of the band during a live show.

    Dieci anni di vita, dieci anni di onesta militanza tra le frange più estreme dell'underground metal. Con 'Vicecrown' gli Handful of Hate raggiungono il traguardo del terzo full-length e sotto l'ala protettrice della Code666 pubblicano quello che secondo il mio parere è il loro disco migliore.
    Durante gli anni Nicola Bianchi ha mantenuto in vita in maniera caparbia e coraggiosa un progetto che fin dagli inizi ha affondato le proprie radici nell'intransigenza sonora del black metal, mantenendo nel contempo una fiera autonomia di pensiero che all'interno della scena estrema lo ha reso estraneo sia alle tentazioni verso la blasfemia grossolana, sia alle arie altezzose e fintamente erudite di tanti improvvisati opinionisti dell'occulto. Ad accompagnare la musica degli Handful of Hate è invece un substrato culturale credibile e serio, un punto di forza che ha sempre coinciso con altre due qualità fondamentali che vanno attribuite al gruppo toscano: una grande coerenza ed un'umiltà comune a pochissimi altri nomi italiani.
    Riguardo al lato strettamente musicale va detto che la band si è sempre dichiarata in qualche modo debitrice del black metal di matrice svedese, ma con 'Vicecrown' è evidente come il suono di Dark Funeral e Marduk sia stato assimilato talmente bene da ottenerne una piena padronanza, tanto da riuscire a creare qualcosa di nettamente più coinvolgente di quanto stiano proponendo oggi le due navigate formazioni scandinave. Rispetto ai primi due album, 'Qliphotic Supremacy' e 'Hierarchy', il salto qualitativo compiuto è dunque notevole, non solo per il superbo lavoro di produzione che finalmente rende giustizia alle capacità tecniche dei musicisti, ma soprattutto per la validità dei nove brani, che stavolta riescono a fare male sul serio!
    Quello dell'opener 'I hate' è un assalto frontale senza compromessi, una spietata affermazione di supremazia e di cieca determinazione che apre il varco alla furia di 'Beating Violence' e 'Risen into Abuse', le quali si susseguono in un'incessante manifestazione di violenza che a tratti potrà risultare difficile da sostenere per chi non possiede orecchie ben allenate. Urla laceranti e paurosamente glaciali sono accompagnate da una sezione ritmica precisa e devastante, che nei rari momenti di tregua concessi non perde nulla della sua intensità e contribuisce anzi a rendere ancor più equilibrato il suono, aiutando a sottolineare la monolitica pesantezza dei riff di chitarra più lenti come in 'Boldly Erected' e 'Hierarch in Lust'. Persino nei momenti più tirati, quando gli strumenti vengono spinti a folle velocità, la band mantiene un invidiabile controllo sull'esecuzione, dando vita ad un magma sonoro compatto e distruttivo che vede costantemente in primo piano l'enorme lavoro di chitarre, le assolute protagoniste dell'intero lavoro. Per chi non è avvezzo a certe sonorità è indubbio che la pesante omogeneità dei brani potrà rendere 'Vicecrown' un'opera ostica da digerire e questo è l'unico neo che penso si possa individuare in un album comunque ottimo che resta destinato principalmente a chi ricerca nella violenza e nella velocità -non certo nell'intrattenimento- il pane per i propri denti.

    Roberto
     
  17. Michele/Xyphias

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    Handful Of Hate - Vicecrown
    Arvostelija:Toni Peltola, Arvosteltu: 2003-11-13

    Julkaistu:
    2003
    Bändin kotisivu:
    www.handfulofhate.com
    Levy-yhtiö:
    www.code666.net
    Jakelija:
    Firebox

    Kerro kaverille tästä arvostelusta


    Saapasmaan pimeiltä ja väkivaltaisilta sivukujilta tuleva Handful Of Hate on jo kymmenvuotisen taipaleensa kunniaksi saanut julkaistuksi kolmannen kokopitkän levynsä, joka toimii myös debyyttinä bändin talliinsa ottaneelle Code666:lle. Orkesterilla on ollut paljon niin jäsen- kuin levy-yhtiöongelmia menneisyydessä, mutta ehkäpä kahden miehen kokoonpano (basisti Claudio Alcara on ottanut joko lopputilin tai saanut kenkää vastikään) ja uusi talli tuovat jotain pysyvyyttä bändiin.

    Vicecrown musikaalinen anti koostuu death-vaikutteisesta, äärimmäisen vihaisesta ja väkivaltaisesta black metallista. Orkesteri muistuttaa hyvin paljon nykyistä Impietyä, jopa niinkin paljon, että välillä minusta tuntui kuin olisin kuunnellut singaporelaistrion Kaos Kommands 696 -levyä. Molempien levyen äänimaailma on suorastaan identtinen. Asia ei kuitenkaan ole huono, vaikka niin saattaisi luulla. Soundimaailma on lähes täydellinen tämäntyyppiselle levylle ja se todella korostaa levyn helvetinmoista ilkeyttä ja väkivallan tunnetta.

    Levy vakuuttaa agressiivisuudellaan ja kaoottisuudellaan. Lätyn koko 30-minuuttinen kesto hakataan läpi raivolla eikä hengähdystaukoja juuri tarjota. Raivokkaan mustan metallin ystäville lähes pakkohankinta. Vicecrown on äärimmäinen potku kasvoihin.

    Arvosana: 4/5
     
  18. Michele/Xyphias

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    www.rockmetalbands.com

    'Vicecrown'
    (Code666)
    MARK: 90/100

    2 years of silence after the "Death from Above" EP for the Swedish Downfall records and the Italian whipping demons are bloodthirstily back to excel themselves brutality-, songwriting- and skill-wise, availing themselves of a massive recording and mixing by the clever Paso at his Fear Studios in Alfonsine.

    The matrix's still raw fast Black metal, yet they've increased the breaks bridging other Black final assaults like in "Beating Violence" or very brutal death guitar riffs as in "Risen from Abuse", or heavy crushing ones like in "Hierarch in Lust". Handful of Hate define it Carnal Black metal, but the truth is that their style is like a mix amongst Marduk, Dark Funeral, Enthroned and the almighty defunct Angelcorpse.

    And don't expect all songs to do more than 100 Mph, since you can find excellent breaks but also an excellent and majestic, glacially diabolical mid-tempo-song called "Boldly Erected", whereas "Catharsis in Punishment" successfully takes from thrash, death and black evenly.

    This band is SERIOUSLY one of the best METAL bands ever bred on Italian soil and I think the far-seeing Code666's stricken a bargain by having'em signed. If you don't buy this record, you're a jerk who can't recognize really worthy metal bands and therefore simply deserve annihilation.

    MARKUS GANZHERRLICH - 16/11/03
     
  19. Emi

    Emi underdog

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    wow!
    btw, Michele: how much we paid him to write such things? ;)
     
  20. Gionata

    Gionata Handful Of Hate

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    Ha ha ha ha... You're right Emi! I thought the same thing too!!!! Ha ha... Anyway I think that "ViceCrown" is going fine almost everywhere, don't you? :D
     

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